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ALTARE DI GESU' MORTO
(di Marco Cecchelli)


     Il complesso architettonico e plastico della cappella, dai caratteri neobarocchi, è opera di Antonio Alberti coadiuvato dal padre Gaetano, ed eseguito nel 1894.
      Nell’insieme, il disegno compositivo sembra alludere concettualmente e visivamente alla Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove sono riuniti in un unico edificio il sepolcro di Gesù e la roccia del Gòlgota.(1)
      La croce policroma a finti marmi pregiati, infatti, è raccordata al sottostante sepolcro dalle ampie volute dell’articolata cornice in cui è inserita, così che si può percepire immediatamente l’inscindibile unità dei misteri della Crocifissione e Morte del Signore e della sua Risurrezione. (2)
      La decorazione è opera di Carlo Baldi, fu eseguita nel 1923 su espresse indicazioni dell’arciprete mons. Meotti. Nel medaglione centrale l’allegoria dell’Eucaristia promanante dal supremo sacrificio di Cristo. (3) Nei quattro medaglioni versetti biblici riferiti al Santissimo Sacramento e alla morte e resurrezione del Signore.
      Nella sera del Venerdì Santo, si svolge la suggestiva processione con l’immagine del Cristo morto accompagnato dalla statua della Madonna Addolorata. Versione italiana dell’entierro di origine spagnola, introdotta dai Gesuiti.